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Tra Marche e Scandinavia
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Servizio da Whisky
Tra Marche e Scandinavia
Il servizio da whisky disegnato da Charles F. Joosten nel 1957 per Fratelli Guzzini rappresenta una pietra miliare del design industriale italiano. È l'esempio perfetto di come il materiale plastico, all'epoca ancora percepito come "povero", sia stato nobilitato attraverso linee eleganti e una funzionalità impeccabile. Joosten, designer di mobili e complementi mid-century, fu una figura di raccordo fondamentale tra l'Italia e la Danimarca negli anni '60, amplificando in Italia la fama universale di maestri come Eames o Saarinen. Il suo lavoro è oggi un punto di riferimento della cultura modernista, celebrato per la sua capacità di fondere il rigore scandinavo con l'estro manifatturiero italiano.
Anno
1957
Designer
Charles F. Joosten
Brand
Guzzini
Il servizio da whisky disegnato da Charles F. Joosten nel 1957 per Fratelli Guzzini rappresenta una pietra miliare del design industriale italiano. È l'esempio perfetto di come il materiale plastico, all'epoca ancora percepito come "povero", sia stato nobilitato attraverso linee eleganti e una funzionalità impeccabile. Joosten, designer di mobili e complementi mid-century, fu una figura di raccordo fondamentale tra l'Italia e la Danimarca negli anni '60, amplificando in Italia la fama universale di maestri come Eames o Saarinen. Il suo lavoro è oggi un punto di riferimento della cultura modernista, celebrato per la sua capacità di fondere il rigore scandinavo con l'estro manifatturiero italiano.
Anno
1957
Designer
Charles F. Joosten
Brand
Guzzini
Fare leggero e trasparente
Negli anni '50, la Guzzini stava vivendo una transizione cruciale, evolvendo la propria produzione dal corno ai materiali acrilici. La collaborazione con Joosten portò alla nascita della linea "Whisky", un progetto determinante per posizionare il marchio nel settore dell'alto artigianato per la tavola. Il set si distingue per un assoluto rigore geometrico e una pulizia formale d'avanguardia. L’elemento di rottura è l’uso del metacrilato (PMMA) di alta qualità: declinato in finiture trasparenti o tonalità fumé, il materiale imitava la purezza del cristallo offrendo però la leggerezza e la resistenza tipiche dei polimeri. Con questo approccio, Joosten anticipò di un decennio l'esplosione della plastica come protagonista assoluta dell'arredamento. Ancora oggi, i pezzi originali del 1957 sorprendono per la loro attualità e per una qualità ottica così elevata da ingannare l'occhio, apparendo spesso indistinguibili dal vetro. In quel decennio, Italia e Scandinavia non erano semplicemente due poli geografici, ma i motori di un vivace dialogo creativo. Nonostante le diverse radici filosofiche, la loro contaminazione ha definito l’estetica della modernità post-bellica. Entrambe le scuole rifiutavano il freddo rigore del funzionalismo tedesco di stampo Bauhaus. La Scandinavia promuoveva il "Democratic Design": oggetti belli, accessibili e funzionali, profondamente legati ai materiali naturali. L’Italia, d’altro canto, puntava sulla ricerca formale e l'espressione artistica, trattando l'oggetto di serie come un'opera d’arte industriale. In questo scambio reciproco, la Scandinavia era per gli italiani il "laboratorio del buon vivere civile", da cui apprendere l'uso magistrale del legno curvato. L'Italia rappresentava per i nordici il "laboratorio della fantasia", dove sperimentare con coraggio l’uso di metalli, vetro e, appunto, la plastica. Questo legame fu alimentato da istituzioni come la Triennale di Milano e da riviste come Domus. Fu proprio Gio Ponti, grande estimatore della "modernità dolce" nordica, a promuovere incessantemente il lavoro dei designer scandinavi in Italia. È da questo incontro tra il calore del Nord e l'audacia del Mediterraneo che ha preso vita l'essenza stessa del Mid-Century Modern.
A cura di
Carlo Vannicola
A cura di
Carlo Vannicola


