COLLEZIONE
CATALOGO COLLEZIONE
Un sogno a 6 cilindri
← BACK
Benelli 750 sei
gentile concessione del Museo Officine Benelli
Un sogno a 6 cilindri
La Benelli 750 Sei, presentata a metà degli anni Settanta, rappresenta una pietra miliare nella storia del motociclismo mondiale. Fu la prima moto di serie al mondo con un motore a sei cilindri in linea, un progetto ambizioso che mirava a rilanciare il marchio pesarese sotto la guida di Alejandro De Tomaso.
Anno
1974
Designer
Paolo Martin
Brand
Benelli
La Benelli 750 Sei, presentata a metà degli anni Settanta, rappresenta una pietra miliare nella storia del motociclismo mondiale. Fu la prima moto di serie al mondo con un motore a sei cilindri in linea, un progetto ambizioso che mirava a rilanciare il marchio pesarese sotto la guida di Alejandro De Tomaso.
Anno
1974
Designer
Paolo Martin
Brand
Benelli
gentile concessione del Museo Officine Benelli
Un sound unico
Negli anni Settanta, il mercato motociclistico europeo era sotto pressione a causa della crescente concorrenza giapponese. De Tomaso, imprenditore argentino, acquisì Benelli e Moto Guzzi con l’intento di rilanciare la produzione italiana. La 750 Sei nacque in questo scenario come risposta di prestigio e innovazione, destinata a distinguersi dalle rivali come la Honda CB 750 Four. Eletta moto dell'anno nel 1974, si esaltavano le eccezionali doti di tenuta di strada, di frenata e di elasticità del motore. Un motore esacilindrico trasversale da 748 cc, quattro tempi, con distribuzione monoalbero e due valvole per cilindro, progettato da Piero Prampolini. La potenza era di quasi 9000 giri/min con il risultato di poter raggiungere con facilità i 190 km/h, accompagnati da un sound unico e armonioso, frutto della disposizione dei sei cilindri e del particolare impianto di scarico 2x3-into-1-into-3. Per rafforzare l’impatto visivo e garantire un design capace di competere con le rivali giapponesi, Benelli si affidò anche all’esperienza di due firme prestigiose del mondo automobilistico: Ghia e Vignale, che contribuirono a dare alla moto un’impronta elegante e moderna. L’equipaggiamento tecnico fu affidato ad altre eccellenze italiane: Brembo curò l’impianto frenante con doppi dischi anteriori da 280 mm, Marzocchi fornì le sospensioni, Veglia Borletti realizzò la strumentazione e Pirelli sviluppò pneumatici specifici per sostenere le prestazioni della sei cilindri.
Successo e limiti
Nonostante l’innovazione, la 750 Sei non riuscì a imporsi sul mercato. Il prezzo elevato, la complessità tecnica e la concorrenza giapponese ne limitarono la diffusione. Prodotta in circa 3.200 esemplari dal 1974 al 1977, anno in cui venne sostituita dal modello 900 sempre a sei cilindri, rimane un cult del motociclismo mondiale per il suo motore, simbolo di audacia tecnica e di un’epoca di transizione. Oggi, la 750 sei viene ricordata come una moto rivoluzionaria ma sfortunata, capace di segnare la storia del motociclismo pur senza ottenere il successo commerciale sperato.
gentile concessione del Museo Officine Benelli
A cura di
Andrea Straccialini
A cura di
Andrea Straccialini
Premi e Riconoscimenti
Specifiche Tecniche:
Misure
Lunghezza 2197 mm, larghezza 762 mm, altezza del sedile 737 mm, peso a vuoto 219 Kg, serbatoio 23 Lt.
Materia e Tecnica
Telaio in tubi d’acciaio.
Colori
Rosso, verde e argento.
Misure
Lunghezza 2197 mm, larghezza 762 mm, altezza del sedile 737 mm, peso a vuoto 219 Kg, serbatoio 23 Lt.
Materia e Tecnica
Telaio in tubi d’acciaio.
Colori
Rosso, verde e argento.


