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Poltrona par excelence
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Vanity Fair
Poltrona par excelence
La poltrona Vanity Fair di Poltrona Frau vede la luce nel 1930, quattro anni dopo la prematura scomparsa del fondatore Renzo Frau e in piena temperie Decò. Oggi è divenuta archetipo della poltrona moderna, conosciuta in tutto il mondo per la sua forma bombata e la lunga fila di chiodini rivestiti in pelle a rifinire schienale e braccioli. La configurazione fortemente volumetrica della poltrona Vanity Fair l’ha portata a essere una delle icone universalmente riconosciute del design italiano. Oggi rappresenta l'essenza del design classico, un simbolo di bellezza che dura nel tempo.
Anno
1932
Designer
Renzo Frau
Brand
Poltrona Frau
La poltrona Vanity Fair di Poltrona Frau vede la luce nel 1930, quattro anni dopo la prematura scomparsa del fondatore Renzo Frau e in piena temperie Decò. Oggi è divenuta archetipo della poltrona moderna, conosciuta in tutto il mondo per la sua forma bombata e la lunga fila di chiodini rivestiti in pelle a rifinire schienale e braccioli. La configurazione fortemente volumetrica della poltrona Vanity Fair l’ha portata a essere una delle icone universalmente riconosciute del design italiano. Oggi rappresenta l'essenza del design classico, un simbolo di bellezza che dura nel tempo.
Anno
1932
Designer
Renzo Frau
Brand
Poltrona Frau
Armando Testa per Vanity Fair - 1996
Design in rinascita
È il 1930, la profonda crisi economica del 1929 ha lasciato un segno profondo sulla società occidentale. È crescente la sfiducia nel vecchio sistema, quanto la voglia di tornare a sperare. Così, mentre a New York viene eretto il Chrysler Building quale simbolo di rinascita, in Europa a dare un nuovo slancio è il design tedesco di matrice bauhausiana che propone lʼeliminazione delle decorazioni, suggerendo uno stile più in linea con i tempi. In questo fervente contesto vede la luce il modello 904, imponendosi da subito come pezzo di successo. La sua forza, oggi come allora, sta nel mescolare le forme delle poltrone inglesi Chesterfield con elementi “ionici”, eliminando orpelli superflui ma concedendo eleganti particolari nelle pieghe ben allineate sulle volute dei braccioli. Quando compare per la prima volta in catalogo, la 904 ha un affascinante colore rosso Cina che ne affermerà l’immagine nel mondo.
Eccellenza fatta a mano
La poltrona fu messa in produzione quattro anni dopo la prematura scomparsa di Renzo Frau, mentre l'azienda era in mano alla moglie Savina che ne portò avanti la visione con dedizione e visione. Ancora oggi rappresenta lʼessenza del design classico e del comfort, oltre che un simbolo di bellezza immortale. Tale peculiarità è dovuta anche alla sua composizione: lʼimbottitura in crine e il cuscino in piuma dʼoca sono sorretti da una struttura portante in massello di faggio stagionato. Sedile, schienale e braccioli hanno un molleggio ottenuto con molle biconiche in acciaio legate a mano. A rifinire il retro e i fianchi, una fila di chiodini rivestiti in pelle. Pur essendo una poltrona dalla forma semplice, la lavorazione è tutt’altro che facile.
Vanity Fair a New York, Antonia Mulas - 1990.
Eccellenza fatta a mano
Il modello 904 nel tempo non solo è divenuta l’emblema stesso di Poltrona Frau, ma si è impressa irrimediabilmente nella cultura popolare quale “poltrona per eccellenza”. Specialmente nella versione in pelle rossa, la poltrona è stata spesso visibile tanto cinema, quanto nella moda. A confermarne il successo non è solo la sua produzione ininterrotta, ma anche le continue rivisitazioni di grande impatto, come quella firmata da Fornasetti.
In occasione del 90° anniversario della Vanity Fair, lʼazienda ha affidato al designer Roberto Lazzeroni una reinterpretazione, adattandone le proporzioni per offrire una seduta ancora più comoda e accogliente. Nasce così la Vanity Fair XC: linee curve e organiche che riprendono il linguaggio dell'originale, rielaborandone i segni distintivi e riconfermandola un oggetto senza tempo.
A cura di
Federica Facchini
Il modello 904 nel tempo non solo è divenuta l’emblema stesso di Poltrona Frau, ma si è impressa irrimediabilmente nella cultura popolare quale “poltrona per eccellenza”. Specialmente nella versione in pelle rossa, la poltrona è stata spesso visibile tanto cinema, quanto nella moda. A confermarne il successo non è solo la sua produzione ininterrotta, ma anche le continue rivisitazioni di grande impatto, come quella firmata da Fornasetti.
In occasione del 90° anniversario della Vanity Fair, lʼazienda ha affidato al designer Roberto Lazzeroni una reinterpretazione, adattandone le proporzioni per offrire una seduta ancora più comoda e accogliente. Nasce così la Vanity Fair XC: linee curve e organiche che riprendono il linguaggio dell'originale, rielaborandone i segni distintivi e riconfermandola un oggetto senza tempo.
A cura di
Federica Facchini
Premi e Riconoscimenti
Specifiche Tecniche:
Struttura portante
Massello di faggio stagionato.
Molleggio
Molle biconiche in acciaio legate a mano e fissate a cinghie di juta.
imbottitura
Crine gommato e vegetale modellati a mano. Cuscino seduta: in piuma d’oca.
Bibliografia
Piazza, Mario (a cura di), L’intelligenza delle mani. Cento anni di Poltrona Frau, Milano, Rizzoli, 2012.
Struttura portante
Massello di faggio stagionato.
Molleggio
Molle biconiche in acciaio legate a mano e fissate a cinghie di juta.
imbottitura
Crine gommato e vegetale modellati a mano. Cuscino seduta: in piuma d’oca.
Bibliografia
Piazza, Mario (a cura di), L’intelligenza delle mani. Cento anni di Poltrona Frau, Milano, Rizzoli, 2012.


