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La Promozione Turistica a Fano
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Fano Stazione Balneare
Concessione del Museo nazionale Collezione Salce, Treviso – Direzione regionale Musei Veneto.
La Promozione Turistica a Fano
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in una vasta operazione di promozione turistica, i manifesti hanno un ruolo centrale nella trasformazione del viaggio in un’esperienza culturale e identitaria, capace ancora oggi di parlare al mondo. Le prime località balneari della costa adriatica affidano la loro promozione alle immagini dei manifesti illustrati a colori, in cui prevalgono forme semplici, colori intensi e composizioni essenziali, capaci di catturare lo sguardo e restare impresse nella memoria di chi li osserva. In questo periodo si attesta la prima produzione di manifesti di Federico Seneca, ricordato ancora oggi per l’immagine iconica dei Baci Perugina.
Anno
1913/1924
Designer
Federico Seneca
Brand
Committenza istituzionale
Tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, in una vasta operazione di promozione turistica, i manifesti hanno un ruolo centrale nella trasformazione del viaggio in un’esperienza culturale e identitaria, capace ancora oggi di parlare al mondo. Le prime località balneari della costa adriatica affidano la loro promozione alle immagini dei manifesti illustrati a colori, in cui prevalgono forme semplici, colori intensi e composizioni essenziali, capaci di catturare lo sguardo e restare impresse nella memoria di chi li osserva. In questo periodo si attesta la prima produzione di manifesti di Federico Seneca, ricordato ancora oggi per l’immagine iconica dei Baci Perugina.
Anno
1913/1924
Designer
Federico Seneca
Brand
Committenza istituzionale
© Comune di Milano, tutti i diritti riservati- Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, Castello Sforzesco, Milano.
Fano Stazione Balneare 1913
Federico Seneca inizia ad operare come cartellonista e tra il 1912 e il 1913 con la realizzazione del manifesto per “Fano stazione balneare”. In questo primo manifesto, ambientato nella spiaggia di Fano, nell’illustrazione sono rappresentate due figure femminili che si stagliano in primo piano: la donna riversa su un telo di mare indossa un costume nero e una cuffia verde, in una posa plastica quasi innaturale, intenta a guardare lo spettatore; accanto a lei una donna con i capelli biondi e un vestito grigio/azzurro mosso dal vento, in posizione verticale con lo sguardo rivolto verso la costruzione rosa che si staglia all’orizzonte, in una spiaggia popolata da piccole figure bianche evanescenti. In alto a sinistra il testo Fano stazione balneare, con una tonalità di grigio simile al colore dell’abito e al colore del mare. Il manifesto ci restituisce un’immagine del tempo, la rappresentazione di un istante di vita che evoca la libertà e la gioia di soggiornare in un luogo balneare, dove chi guarda si immedesima nelle protagoniste che vivono l’esperienza del soggiorno in un luogo idilliaco, una narrazione in cui il mare e la spiaggia trasmettono un nuovo modo di vivere il mare, con un abbigliamento alla moda, in una dimensione di quiete e di assoluta dominanza del luogo. Molti i riferimenti alle lezioni dei manifesti di Marcello Dudovich, che conosce e frequenta nei suoi viaggi a Roma. “Eloquente nel segno come nella forma, perché lucido e geniale nella sintesi comunicativa, abile a dire e a persuadere con varietà di linguaggi, perché capace di beone, convincenti idee.” Marta Mazza
Fano Stazione Balneare 1924
Il manifesto del 1924 “Fano, stazione balneare” è ambientato sulla spiaggia, raffigura una giovane donna in costume rosso che con passo sostenuto cammina verso di noi, riparandosi gli occhi dal sole e mostrando solo il sorriso; il telo che si muove al vento riflette la tonalità rossa del vestito. La composizione ci ispira una scena di vacanza dove la centralità della donna dalle forme sinuose, che corre verso di noi, ci trasmette gioiosità, trasportandoci in quel contesto e chiedendoci di condividere con lei questo momento. In lontananza si stagliano delle figure umane evanescenti, il mare viene solcato da delle imbarcazioni con le vele rosse e si intravvedono solide strutture di legno. In basso a sinistra è posizionato il testo” Fano stazione balneare”, con la stessa tonalità del mare, che risulta in armonia con la composizione. In alcune riproduzioni del manifesto compare la scritta rossa “esente da tassa di soggiorno” che attesta la personalizzazione successiva alla prima stampa. Come nel precedente manifesto realizzato da Federico Seneca nel 1913, anche qui prevalgono le tonalità del giallo della sabbia, con la figura femminile che si staglia in primo piano, in una spiaggia popolata da figure umane. Le tonalità cromatiche lasciano spazio a colori vividi e brillanti, con un mare azzurro e tonalità di rosso che creano dei punti di interesse e geometrie visive. Interessante l’analogia della figura femminile che cammina nella spiaggia in abito dai colori rossi trasportati dal vento, in un manifesto per “Novità estive” di Miele & C. di Napoli realizzato da Marcello Dudovich del 1908. “Qui risalta l’energia del movimento con la dolce ventilazione che spira nel panneggio e nelle vele” Luigi Sansone 2016 (dalla mostra Federico Seneca a Fano). La città di Fano ha omaggiato Federico Seneca con un'installazione permanente attraverso la riproduzione dei manifesti Fano Stazione Balneare, posti in Largo Federico Seneca. Il lungomare si arricchisce con 64 riproduzioni di suoi lavori, in un’attività curata dagli allievi delle scuole superiori del Polo 3 e del liceo artistico Apolloni di Fano.
© Comune di Milano, tutti i diritti riservati- Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, Castello Sforzesco, Milano.
La Nascita del Turismo e la Sua Promozione
La prima produzione cartellonistica di Federico Seneca si inserisce nella narrazione visiva che accompagna la nascita e lo sviluppo del turismo. Alla fine dell’ottocento lo sviluppo industriale, la crescita delle città e l’espansione della rete ferroviaria favoriscono una nuova mobilità. Il viaggio, prima privilegio di aristocratici e artisti, diventa accessibile anche ai ceti dotati di reddito e rendite; tra le primissime acquisizioni culturali e sociali ci sono le nuove forme di villeggiatura come i soggiorni termali e lacustri, le nuove pratiche suggerite dall’igienismo marino e montano, gli itinerari culturali e artistici.
In quegli stessi anni nascono le prime organizzazioni dedicate alla promozione del viaggio, il Touring Club Italiano diventa un punto di riferimento per chi desidera conoscere il territorio nazionale, attraverso la pubblicazione di guide, carte stradali e con la realizzazione di iniziative culturali. Dopo la pausa della Prima guerra mondiale, il turismo assume una dimensione più ampia e collettiva. L’istituzione nel 1919 dell’ENIT (Ente Nazionale per l’Incremento dell’Industria Turistica) per la promozione dell’Italia nel mondo, la produzione di migliaia di manifesti, guide e opuscoli diffusi in Europa e nelle Americhe, creano un’immagine attrattiva del Paese: città d’arte, coste, montagne, laghi e località turistiche diventano emblemi di un’Italia ospitale e luminosa.
A cura di
Maria Loreta Pagnani
La prima produzione cartellonistica di Federico Seneca si inserisce nella narrazione visiva che accompagna la nascita e lo sviluppo del turismo. Alla fine dell’ottocento lo sviluppo industriale, la crescita delle città e l’espansione della rete ferroviaria favoriscono una nuova mobilità. Il viaggio, prima privilegio di aristocratici e artisti, diventa accessibile anche ai ceti dotati di reddito e rendite; tra le primissime acquisizioni culturali e sociali ci sono le nuove forme di villeggiatura come i soggiorni termali e lacustri, le nuove pratiche suggerite dall’igienismo marino e montano, gli itinerari culturali e artistici.
In quegli stessi anni nascono le prime organizzazioni dedicate alla promozione del viaggio, il Touring Club Italiano diventa un punto di riferimento per chi desidera conoscere il territorio nazionale, attraverso la pubblicazione di guide, carte stradali e con la realizzazione di iniziative culturali. Dopo la pausa della Prima guerra mondiale, il turismo assume una dimensione più ampia e collettiva. L’istituzione nel 1919 dell’ENIT (Ente Nazionale per l’Incremento dell’Industria Turistica) per la promozione dell’Italia nel mondo, la produzione di migliaia di manifesti, guide e opuscoli diffusi in Europa e nelle Americhe, creano un’immagine attrattiva del Paese: città d’arte, coste, montagne, laghi e località turistiche diventano emblemi di un’Italia ospitale e luminosa.
A cura di
Maria Loreta Pagnani
Premi e Riconoscimenti
Specifiche Tecniche:
Manifesto Fano Stazione Balneare 1913
Collocazione: Milano, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli - Castello Sforzesco. Materiale e tecnica: carta / cromolitografia. Misure 99x113,9 cm. Stampato da: Stab. D. E.Chappuis Bologna.
Manifesto Fano Stazione Balneare 1924
Collocazione: Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso. Materiale e tecnica: carta / cromolitografia. Misure: 100x140 cm. Stampato da: Grafiche Baroni, Milano.
Bigliografia
- Federico Seneca (1891-1976) Segno e forma nella pubblicità. A cura di Nicoletta Ossanna Cavadini, Dario Cimorelli, Marta Mazza, Luigi Sansone; Silvana Editoriale, 2016. - Grafica Italiana 1850-1950. Marta Mazza, ArteDossier n 346, Giunti, 2017. - Federico Seneca, mostra antologica a cura di Francesco Milesi; Fondazione Cassa di risparmio di Fano, 1998.
Manifesto Fano Stazione Balneare 1913
Collocazione: Milano, Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli - Castello Sforzesco. Materiale e tecnica: carta / cromolitografia. Misure 99x113,9 cm. Stampato da: Stab. D. E.Chappuis Bologna.
Manifesto Fano Stazione Balneare 1924
Collocazione: Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso. Materiale e tecnica: carta / cromolitografia. Misure: 100x140 cm. Stampato da: Grafiche Baroni, Milano.
Bigliografia
- Federico Seneca (1891-1976) Segno e forma nella pubblicità. A cura di Nicoletta Ossanna Cavadini, Dario Cimorelli, Marta Mazza, Luigi Sansone; Silvana Editoriale, 2016. - Grafica Italiana 1850-1950. Marta Mazza, ArteDossier n 346, Giunti, 2017. - Federico Seneca, mostra antologica a cura di Francesco Milesi; Fondazione Cassa di risparmio di Fano, 1998.


