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Parlare a Pesaro

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Grafica di Pubblica Utilità

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

Parlare a Pesaro

La grafica di pubblica utilità è un tipo di comunicazione visiva che ha l'obiettivo di informare, sensibilizzare ed educare i cittadini su temi di rilevanza sociale, culturale o civica, per il bene comune. A differenza della grafica commerciale, il cui fine ultimo è la vendita di un prodotto, la grafica di pubblica utilità mira a promuovere comportamenti virtuosi, servizi pubblici e la partecipazione consapevole alla vita della comunità. Il suo valore risiede nell'etica del progetto e nella capacità di mettere il design al servizio della cittadinanza, con un linguaggio chiaro, diretto e accessibile a tutti, attraverso manifesti, opuscoli, segnaletica stradale, identità visive per enti pubblici e campagne informative su salute, sicurezza, ambiente e diritti sociali.

Anno

1980s

Designer

Massimo Dolcini

Brand

Committenza istituzionale

La grafica di pubblica utilità è un tipo di comunicazione visiva che ha l'obiettivo di informare, sensibilizzare ed educare i cittadini su temi di rilevanza sociale, culturale o civica, per il bene comune. A differenza della grafica commerciale, il cui fine ultimo è la vendita di un prodotto, la grafica di pubblica utilità mira a promuovere comportamenti virtuosi, servizi pubblici e la partecipazione consapevole alla vita della comunità. Il suo valore risiede nell'etica del progetto e nella capacità di mettere il design al servizio della cittadinanza, con un linguaggio chiaro, diretto e accessibile a tutti, attraverso manifesti, opuscoli, segnaletica stradale, identità visive per enti pubblici e campagne informative su salute, sicurezza, ambiente e diritti sociali.

Anno

1980s

Designer

Massimo Dolcini

Brand

Committenza istituzionale

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

La lezione di Steiner

In un periodo di grandi fermenti sociali e politici, la sua nascita - tra anni Settanta e Ottanta del Novecento - è legata a un forte desiderio di partecipazione popolare e al rinnovamento delle amministrazioni locali, spesso guidate da giunte di centro-sinistra, che sentivano l'esigenza di comunicare in modo trasparente ed efficace con i cittadini. Furono prima Albe Steiner (1913-1974) e poi Massimo Dolcini tra i primi a teorizzare questo approccio, coniando la definizione e promuovendo l'idea di un grafico con un ruolo politico e sociale. Massimo Dolcini (Pesaro, 1945–2005) è stato un protagonista indiscusso della grafica di pubblica utilità in Italia. Allievo al Corso Superiore di Arte Grafica (CSAG) di Urbino di Albe Steiner, ha portato avanti i principi etici del suo maestro, applicandoli in modo sistematico e innovativo nel contesto delle amministrazioni locali italiane, diventando un punto di riferimento nazionale e internazionale per chi si occupasse di questi temi.

L'Esperienza di Pesaro

Per circa vent'anni, a partire dal 1971, Dolcini fu il consulente per la comunicazione visiva del Comune di Pesaro, creando negli anni un'identità visiva immediatamente riconoscibile. I suoi lavori erano caratterizzati da uno stile grafico unico che combinava un segno incisivo e figurativo con un linguaggio diretto e accessibile. L'obiettivo era creare un "manifesto utile", capace di parlare a tutti, superando le barriere linguistiche e culturali, formando una "cittadinanza consapevole". La cifra distintiva del suo lavoro risiedeva nella capacità di instaurare un rapporto strutturato e continuativo tra il progettista grafico e l'amministrazione pubblica, rendendo la comunicazione un diritto e un servizio per tutti i cittadini. Attraverso i suoi manifesti, affissi quotidianamente sui muri della città, la popolazione veniva informata capillarmente su servizi comunali, eventi culturali, questioni sociali e sanitarie, temi urbanistici e politici. Questa esperienza è diventata un caso studio di riferimento a livello nazionale.

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

Dall'archivio del museo MAGMA - Museo Archivio Grafica Manifesti (Civitanova Marche, MC) a cura Carta Canta.

La sua attività ha rappresentato un modello esemplare di come il design grafico possa essere messo al servizio diretto della cittadinanza e del bene comune. L'esperienza di Pesaro, ha dimostrato che la grafica può essere uno strumento democratico ed etico, capace di costruire un dialogo diretto e onesto tra l'istituzione e la comunità. I manifesti di Dolcini sono diventati parte integrante del paesaggio urbano e della memoria storica della città. La sua visione etica e il suo vasto archivio di opere sono preservati e studiati, fungendo da costante ispirazione per le nuove generazioni di designer. L'Associazione Massimo Dolcini e il Fondo Massimo Dolcini presso AIAP documentano la sua prolifica attività.

A cura di

Federica Facchini

La sua attività ha rappresentato un modello esemplare di come il design grafico possa essere messo al servizio diretto della cittadinanza e del bene comune. L'esperienza di Pesaro, ha dimostrato che la grafica può essere uno strumento democratico ed etico, capace di costruire un dialogo diretto e onesto tra l'istituzione e la comunità. I manifesti di Dolcini sono diventati parte integrante del paesaggio urbano e della memoria storica della città. La sua visione etica e il suo vasto archivio di opere sono preservati e studiati, fungendo da costante ispirazione per le nuove generazioni di designer. L'Associazione Massimo Dolcini e il Fondo Massimo Dolcini presso AIAP documentano la sua prolifica attività.

A cura di

Federica Facchini

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