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Un racconto umano
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Angeli del Nostro Tempo
Lonnie e Muhammad Ali - New York,1998.
Un racconto umano
Il 1991 rappresenta una svolta emotiva e comunicativa per il marchio Piero Guidi: nell’universo comunicativo della moda di quel momento, dominato da immagini di donne eteree e senza tempo, il marchio sceglie una comunicazione dal volto umano. Una galleria di ritratti di grandi personaggi che esprimono la vera anima del brand, facendo dialogare moda, arte e racconto umano, andando oltre le logiche del marketing per “arrivare al cuore della gente”.
Anno
1991
Designer
Giacomo Guidi
Brand
Piero Guidi
Il 1991 rappresenta una svolta emotiva e comunicativa per il marchio Piero Guidi: nell’universo comunicativo della moda di quel momento, dominato da immagini di donne eteree e senza tempo, il marchio sceglie una comunicazione dal volto umano. Una galleria di ritratti di grandi personaggi che esprimono la vera anima del brand, facendo dialogare moda, arte e racconto umano, andando oltre le logiche del marketing per “arrivare al cuore della gente”.
Anno
1991
Designer
Giacomo Guidi
Brand
Piero Guidi
Mario Schifano e Marco - Roma, 1997.
Essere autentici
La filosofia che sostiene il progetto è tanto estetica quanto etica: si vuole rappresentare persone che hanno attraversato prove e difficoltà, e mostrare in loro la capacità di risollevarsi con dignità, coraggio e creatività. Le fotografie, spesso in bianco e nero e cariche di intimità, cercano il lato privato degli individui famosi e non-famosi, mostrando l’incontro tra vulnerabilità e forza. Il logo dei due angeli - un uomo e una donna in volo che si abbracciano - sintetizza il concetto: amore, protezione, speranza. Questo simbolo, adottato su prodotti, campagne e materiali istituzionali, non è un mero segno grafico ma una vera e propria strategia di identità: un’unica icona che unisca le diverse linee di prodotto sotto un valore condiviso.
I Protagonisti
A creare gli scatti è Giacomo Guidi, figlio del fondatore del marchio urbinate. Giacomo inizia a credere negli angeli da quando Michelangelo Antonioni, con la moglie Enrica, posa davanti al suo obiettivo. «L’idea nacque vedendo Al di là delle nuvole: due angeli. E poi c’era Blow-Up: anche lì si avvertiva una presenza misteriosa, un angelo probabilmente. Li contattai con un po’ di sfacciataggine grazie a Tonino Guerra e loro accettarono entusiasti». Il grande regista era stato colpito da un ictus e non riusciva a parlare. «Inizialmente – racconta Giacomo – pensavo di fare un ritratto-omaggio a un personaggio che ha significato tanto per il cinema mondiale. Poi ho visto il suo volto illuminarsi quando gli si avvicinava Enrica. E allora la foto è diventata un ritratto di coppia, mostrando il sostegno reciproco dei coniugi Antonioni durante la malattia di lui. Ne è nato un messaggio forte, un esempio di dedizione all’altro». La campagna si è quindi arricchita con nuovi volti e storie: l’artista Mario Schifano, ritratto nel suo studio in compagnia del figlio Marco; l’angelo maledetto e dolcissimo Maria Schneider, intrappolata per anni nel personaggio interpretato in Ultimo tango.
Enrica e Michelangelo Antonioni - Roma, 1996.
Figure poetiche
In seguito sono arrivati Muhammad Ali e la moglie Lonnie, ritratti a New York; le figlie di Martin Luther King, fotografate nella loro casa di Atlanta; Stefania Rocca, con il suo fascino androgino e forte; la francese Dany Verissimo, ex “angelo maledetto”, cacciata di casa a 17 anni, prima pornostar e poi attrice che si riscatta grazie al regista Luc Besson; Lavinia Longhi, personaggio emergente nel mondo del cinema, e molti altri. Infine il regista Wim Wenders, ritratto insieme alla moglie Donata. Un incontro delicato, di quelli destinati a lasciare il segno, ricorda Giacomo Guidi. Dal punto di vista visivo, le campagne si distinguono per il rigore compositivo: uso intenso del bianco e nero, controllo della luce, scelte minimaliste che rimandano alla fotografia d’arte. Ogni foto cerca il lato privato, intimo, che si nasconde dietro quello pubblico. Fra l’autore degli scatti e i soggetti che si sono fatti ritrarre è sempre nato un legame emozionale. «Ho voluto realizzare immagini forti, dirompenti e allo stesso tempo sottilmente poetiche», racconta l’autore, tutto nel segno di uno «spirito umanistico, con le persone che diventano testimonial di una filosofia di vita».
“Angeli del Nostro Tempo” ha dato al brand una voce riconoscibile e la responsabilità di testimoniare storie vere, trasformandole in messaggi positivi, capaci di entrare nelle collezioni e nei prodotti. L’impronta emotiva della campagna ha contribuito a differenziare Piero Guidi in un mercato dominato dal mero consumo estetico. La campagna ha avuto un impatto duraturo sulla percezione del brand, contribuendo a posizionare Piero Guidi da semplice produttore di borse a narratore di valori. I ritratti e il simbolo degli angeli sono entrati nell’immaginario del marchio e sono stati riprodotti su prodotti, cataloghi e materiali istituzionali. Inoltre, il progetto ha avviato collaborazioni con il mondo della cultura, con mostre, pubblicazioni ed eventi, e ha rafforzato la relazione tra azienda, pubblico e territorio, in particolare con Urbino e le istituzioni locali.
A cura di
Maria Loreta Pagnani
In seguito sono arrivati Muhammad Ali e la moglie Lonnie, ritratti a New York; le figlie di Martin Luther King, fotografate nella loro casa di Atlanta; Stefania Rocca, con il suo fascino androgino e forte; la francese Dany Verissimo, ex “angelo maledetto”, cacciata di casa a 17 anni, prima pornostar e poi attrice che si riscatta grazie al regista Luc Besson; Lavinia Longhi, personaggio emergente nel mondo del cinema, e molti altri. Infine il regista Wim Wenders, ritratto insieme alla moglie Donata. Un incontro delicato, di quelli destinati a lasciare il segno, ricorda Giacomo Guidi. Dal punto di vista visivo, le campagne si distinguono per il rigore compositivo: uso intenso del bianco e nero, controllo della luce, scelte minimaliste che rimandano alla fotografia d’arte. Ogni foto cerca il lato privato, intimo, che si nasconde dietro quello pubblico. Fra l’autore degli scatti e i soggetti che si sono fatti ritrarre è sempre nato un legame emozionale. «Ho voluto realizzare immagini forti, dirompenti e allo stesso tempo sottilmente poetiche», racconta l’autore, tutto nel segno di uno «spirito umanistico, con le persone che diventano testimonial di una filosofia di vita».
“Angeli del Nostro Tempo” ha dato al brand una voce riconoscibile e la responsabilità di testimoniare storie vere, trasformandole in messaggi positivi, capaci di entrare nelle collezioni e nei prodotti. L’impronta emotiva della campagna ha contribuito a differenziare Piero Guidi in un mercato dominato dal mero consumo estetico. La campagna ha avuto un impatto duraturo sulla percezione del brand, contribuendo a posizionare Piero Guidi da semplice produttore di borse a narratore di valori. I ritratti e il simbolo degli angeli sono entrati nell’immaginario del marchio e sono stati riprodotti su prodotti, cataloghi e materiali istituzionali. Inoltre, il progetto ha avviato collaborazioni con il mondo della cultura, con mostre, pubblicazioni ed eventi, e ha rafforzato la relazione tra azienda, pubblico e territorio, in particolare con Urbino e le istituzioni locali.
A cura di
Maria Loreta Pagnani


