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L'immaginario della tavola
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La Gola
Per gentile concessione dell'Archivio Gianni Sassi / Casa Bucci Pesaro.
L'immaginario della tavola
"La Gola - mensile del cibo, del vino e delle tecniche di vita materiale" è stata una storica rivista italiana caratterizzata da uno stile che andava oltre la semplice ricetta o l'informazione culinaria, abbracciando temi culturali, sociali e filosofici legati al cibo e alla vita materiale. La rivista nacque nell’ottobre del 1982 da un’idea scaturita durante una cena pesarese i cui commensali erano Franco Bucci, Gianni Sassi e Massimo Dolcini.
Anno
1982
Designer
Massimo Dolcini
Brand
Committenza istituzionale
"La Gola - mensile del cibo, del vino e delle tecniche di vita materiale" è stata una storica rivista italiana caratterizzata da uno stile che andava oltre la semplice ricetta o l'informazione culinaria, abbracciando temi culturali, sociali e filosofici legati al cibo e alla vita materiale. La rivista nacque nell’ottobre del 1982 da un’idea scaturita durante una cena pesarese i cui commensali erano Franco Bucci, Gianni Sassi e Massimo Dolcini.
Anno
1982
Designer
Massimo Dolcini
Brand
Committenza istituzionale
Primo numero di La Gola (per gentile concessione dell'Archivio Gianni Sassi / Casa Bucci Pesaro).
Una grafica di gusto
Massimo Dolcini aveva in casa una stampa di una vecchia pietra litografica ricevuta in regalo da un amico tipografo. La pietra riproduceva la pagina di un catalogo con i disegni di tutti i tipi di pasta, che diventano la base per il lavoro iconografico de La Gola. Massimo Dolcini progetta La Gola con Gianni Sassi per i primi sette numeri. Obiettivo della rivista era quello di documentare e interpretare gli aspetti più significativi della cultura materiale: il complesso di tensioni, stimoli e desideri, non solo alimentari, che nascono e si muovono attorno al corpo inteso come entità fisica, centro di gravità delle relazioni conoscitive e della produzione simbolica, culinaria e non. La Gola non dà ricette, e quando le dà sono storiche; non parla solo di cucina ma anche di alimento biologico, considerando il cibo tra le manifestazioni espressive della cultura contemporanea. Gli indici de La Gola erano un invito al viaggio alimentare ed intellettuale e il discorso enogastronomico della rivista fioriva attorno a qualunque cosa stimolasse la mente colorata dei suoi autori: dall’etimologia di caramella ai pasti in carcere, da come il whisky e i tè abbiano influito sul romanzo giallo degli anni Trenta al cannibalismo, dal rapporto tra triglie e gonne a pantalone a quello tra tacchino e gesuiti.
La cucina come linguaggio
Dal 1982 al 1986 si avvicendano oltre quattrocento prestigiose firme internazionali. Dopo i primi 7 numeri Gianni Sassi cambia l’impaginazione con una nuova veste grafica in carta riciclata, pesante e opaca. Gianni Sassi diventa il co-fondatore, insieme a Alberto Capatti, Antonio Porta, Francesco Leonetti e Antonio Attisani. Unica rivista europea dedicata al “cibo e alle tecniche di vita materiale”, con La Gola la sinistra italiana si appropria del valore del cibo e della cultura materiale. Il carattere interdisciplinare de La Gola, che ha dato il nome ad Arcigola (poi Slow Food), ha lanciato una sfida culturale soprattutto nel mondo enogastronomico, promuovendo uno stile del tutto nuovo nell’affrontare il tema del cibo e della tavola. Non solo ricette né teoria, dunque, ma la capacità di analizzare la vita materiale attraverso le più svariate ed autorevoli competenze.
per gentile concessione dell'Archivio Gianni Sassi / Casa Bucci Pesaro.
Rinascita recente
Dopo 30 anni dall’ultima pubblicazione, nel novembre 2024, la celebre rivista torna in edicola grazie a un’intuizione del giornalista Fabio Gibellino, editore e direttore, con l’obiettivo dichiarato di riportare in vita il giornale che ha segnato la storia dell’enogastronomia e ispirato il concetto di “slow food”, per rinnovare il dialogo culturale del cibo e attorno al cibo in una chiave contemporanea e multidisciplinare.
Il nuovo progetto, con una forte continuità con il passato, a partire non solo dalla linea editoriale ma anche dalla vena artistica, con testi scritti rigorosamente in Times New Roman e le opere d’arte al posto delle immagini. Tra gli autori figura anche lo stesso Alberto Capatti (già direttore de La Gola e Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo di Slow Food) con il ruolo di corsivista e consulente gastronomico. La parte artistica è affidata alla giornalista e curatrice d’arte Caroline Corbetta con il fumettista Pietro Ruggeri che per ogni numero tratteggerà la storia di un personaggio. La cadenza è trimestrale con l’intento di realizzare edizioni speciali in occasioni di eventi come Pitti Immagine, la Biennale di Venezia, Collisioni e altri. La tiratura è limitata a 2.000 copie numerate per una distribuzione nelle metropoli, in città d’arte e in quelle di tradizione gastronomica.
A cura di
Federica Facchini
Dopo 30 anni dall’ultima pubblicazione, nel novembre 2024, la celebre rivista torna in edicola grazie a un’intuizione del giornalista Fabio Gibellino, editore e direttore, con l’obiettivo dichiarato di riportare in vita il giornale che ha segnato la storia dell’enogastronomia e ispirato il concetto di “slow food”, per rinnovare il dialogo culturale del cibo e attorno al cibo in una chiave contemporanea e multidisciplinare.
Il nuovo progetto, con una forte continuità con il passato, a partire non solo dalla linea editoriale ma anche dalla vena artistica, con testi scritti rigorosamente in Times New Roman e le opere d’arte al posto delle immagini. Tra gli autori figura anche lo stesso Alberto Capatti (già direttore de La Gola e Rettore dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo di Slow Food) con il ruolo di corsivista e consulente gastronomico. La parte artistica è affidata alla giornalista e curatrice d’arte Caroline Corbetta con il fumettista Pietro Ruggeri che per ogni numero tratteggerà la storia di un personaggio. La cadenza è trimestrale con l’intento di realizzare edizioni speciali in occasioni di eventi come Pitti Immagine, la Biennale di Venezia, Collisioni e altri. La tiratura è limitata a 2.000 copie numerate per una distribuzione nelle metropoli, in città d’arte e in quelle di tradizione gastronomica.
A cura di
Federica Facchini


