ITINERARI

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Nell'entroterra del Piceno, tra le colline che degradano verso l'Adriatico, la creta ha plasmato per secoli gli oggetti del quotidiano: brocchetti per trasportare l'acqua, orci per conservare gli alimenti, scodelle e trufi per cucinare la polenta. Questi manufatti d’uso prendono il nome di "cocce", termine dialettale che racchiude l'intera produzione ceramica popolare dell'area, distinta dai più celebri smalti maiolica per una vocazione radicalmente funzionale: linee essenziali, superfici smaltate in monocromi bruni o color miele, spessori calibrati da mani esperte che imparavano il mestiere di padre in figlio. I centri principali di questa tradizione nel contesto piceno erano: Massignano, Montottone e Ripatransone, tre piccoli borghi dell’entroterra marchigiano dove piccole botteghe di vasai affinarono nel tempo questa millenaria tradizione artigiana. A partire dalla metà del Novecento, la diffusione di prodotti plastici e metallici più economici ha progressivamente portato alla chiusura dei vari laboratori e fornaci presenti sul territorio. Questo itinerario propone un percorso ibrido tra reale e virtuale, toccando i principali luoghi di conservazione della tradizione fittile picena: dal museo alla bottega ancora attiva, dalla collezione civica al deposito che custodisce pezzi raramente esposti al pubblico. Un viaggio nella memoria materiale del Piceno, tra oggetti che parlano di lavoro, cucina e comunità rurali. “𝐼𝑛 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑡𝑎̀, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑎𝑐𝑐𝑎𝑑𝑒 𝑖𝑛 𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑖 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑖 𝑚𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑔𝑖𝑎𝑛𝑖, 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑓𝑓𝑖𝑐𝑖𝑙𝑒 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑟 𝑟𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑜𝑟𝑔𝑎𝑛𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑖𝑓𝑎𝑡𝑡𝑢𝑟𝑖𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑒𝑟𝑎𝑚𝑖𝑐𝑎, 𝑖𝑛 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑣𝑎𝑠𝑐𝑜𝑙𝑎𝑟𝑒 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑢𝑠𝑜 𝑑𝑜𝑚𝑒𝑠𝑡𝑖𝑐𝑜 𝑒𝑟𝑎 𝑎𝑓𝑓𝑖𝑑𝑎𝑡𝑎 𝑎 𝑙𝑎𝑏𝑜𝑟𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑎𝑟𝑡𝑖𝑔𝑖𝑎𝑛𝑎𝑙𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑜 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑎 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑓𝑎𝑚𝑖𝑙𝑖𝑎𝑟𝑒. [...] 𝑁𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑒𝑠𝑒𝑚𝑝𝑖𝑜 𝑖 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑟𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑒𝑐𝑜𝑡𝑡𝑒 𝑑’𝑢𝑠𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑃𝑖𝑡𝑖𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜, 𝐹𝑟𝑎𝑡𝑡𝑒𝑟𝑜𝑠𝑎, 𝑀𝑜𝑛𝑡𝑜𝑡𝑡𝑜𝑛𝑒 𝑒𝑑 𝐴𝑝𝑝𝑖𝑔𝑛𝑎𝑛𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑛𝑜𝑡𝑖 𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑞𝑢𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑡𝑟𝑎𝑐𝑐𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑒𝑛𝑡𝑒𝑛𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑑𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑜 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑖 𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖.” Claudio Paolinelli

Ripatransone

L’eredità materiale della cultura rurale marchigiana

Il Museo della Civiltà Contadina ed Artigiana di Ripatransone

Ripatransone ospita la raccolta più consistente e diversificata dell'intero comprensorio: circa un centinaio di pezzi che documentano la varietà tipologica della produzione locale. Tra scodelle di diversi formati con apparati decorativi di scuole artigiane differenti, contenitori con coperchio, orci e trufi di varie misure, emerge con forza la continuità tra la ceramica arcaica conservata nel vicino Museo Civico Archeologico "C. Cellini" e la produzione popolare più recente.

Una persistenza formale sorprendente: linee pure e sinuose, superfici smaltate in monocromi caldi, dove il materiale povero si trasforma in eleganza sobria.

Il Museo

Il museo accoglie la collezione ceramica più cospicua del comprensorio legato al progetto "Le Cocce". Il percorso di visita permette di esplorare la varietà tipologica della produzione fittile picena, dai contenitori da cucina agli oggetti per la conservazione degli alimenti, confrontando manufatti di diverse botteghe artigiane e riconoscendo i dettagli formali che ne rivelano la provenienza: spessori, becchi, manici e varianti dello smalto.

Corso Vittorio Emanuele II, 15, 63065 Ripatransone AP

Massignano

Brocchetti, fischietti e pipe

Il Museo delle Pipe e dei Fischietti di Massignano

Massignano è famosa a livello nazionale per la produzione di pipe e fischietti in ceramica, una specializzazione unica che convive con la più ampia tradizione vasaia del comprensorio. Il museo locale custodisce anche oggetti d'uso classici delle "cocce": brocchetti, trufi, colapasta, scodelle forate per la produzione del formaggio. Di particolare interesse è il brocchetto per l'acqua, il manufatto più diffuso all’interno delle varie collezioni, caratterizzato dall'ingobbio parziale limitato al "beccuccio" e all'attacco centrale, chiamato in gergo locale "parnanza" per la sua forma caratteristica.

La ricerca “Le Cocce” condotta dal gruppo di ricerca Unicam Saad, coordinato dal Professor Carlo Vannicola, ha censito in questa sede venti oggetti, documentando frammenti, varianti tipologiche e tecniche superficiali che testimoniano la vitalità di una bottega artigiana capace di distinguersi anche nell'oggetto più comune.

Il Museo

La visita consente di esplorare la doppia vocazione ceramica di Massignano: la singolare produzione di fischietti e pipe, famosa in tutto il paese, e la tradizione vasaia delle "cocce" d'uso quotidiano. Tra i pezzi selezionati dalla ricerca figurano brocchetti per l'acqua, scodelle forate per il formaggio, trufi e colapasta, manufatti che documentano la vita rurale e la cucina del comprensorio piceno.

Piazza Garibaldi 1, 63068 Massignano AP

Vista della Chiesa

Montottone

Il deposito nascosto di Montottone

La collezione fittile della Chiesa di San Salvatore

Nella chiesa di San Salvatore di Montottone, tra affreschi e suppellettili sacre, si trova custodita in condizioni precarie una raccolta ceramica di notevole interesse: il nucleo superstite dell'ex museo della ceramica locale. Emergono qui esemplari rari: vasi smaltati con coperchio di diversi formati e colori, il "mungitore" un catino dalla forma unica progettato per facilitare la raccolta del latte e alcune varianti inedite del "brocchetto" e del "trufo".

Questa raccolta, pur nella sua fragilità conservativa, rappresenta uno dei nuclei più preziosi per la ricerca sul patrimonio fittile piceno, testimoniando l'originalità morfologica di Montottone nel panorama del comprensorio.

La Chiesa di San Salvatore

L'accesso alla collezione, conservata all'interno della chiesa di San Salvatore, non è possibile al momento per motivi di sicurezza. La raccolta di ceramiche d’uso in questione offre un'esperienza autentica e non mediata con il patrimonio fittile locale, in un contesto di straordinario valore storico-artistico, dove la ceramica popolare convive in maniera precaria con gli affreschi della chiesa.

Via Trento, 63843 Montottone FM

Vista del laboratorio

Montottone

L'ultimo vasaio

Il Laboratorio ceramico Bozzi di Montottone

Il Laboratorio Bozzi è l'ultima bottega ceramica attiva di Montottone, gestita da Annamaria ed Emanuele Bozzi, eredi di una famiglia di ceramisti operativa nel territorio da oltre 150 anni. Emanuele è il custode vivente di una conoscenza che rischia di spegnersi con lui: la capacità di scegliere la creta migliore, di calibrare lo spessore al tornio, di far coincidere il momento del progetto e quello della realizzazione, dove le mani rispondono direttamente alla mente senza l'intermediazione del disegno.

La bottega ha partecipato attivamente alla ricerca "Le Cocce" di Unicam Saad, accogliendo la campagna di documentazione digitale 3D e ospitando laboratori didattici aperti al pubblico come "Incontro la Terra".

Il Laboratorio Bozzi

La visita al laboratorio consente di assistere alle fasi della lavorazione ceramica tradizionale, dalla preparazione della creta alla tornitura, dalla smaltatura alla cottura in fornace e di confrontarsi direttamente con Emanuele Bozzi, voce autentica di una tradizione secolare. La bottega propone laboratori didattici per adulti e bambini che consentono un'esperienza pratica con il tornio e i materiali della ceramica popolare picena.

Via Circonvallazione 6, 63843 Montottone FM